Coliche del neonato e riflesso di emissione

Il riflesso di emissione è il meccanismo di rilascio del latte: l’espulsione attiva del latte fuori dalla ghiandola mammaria, provocata dalla contrazione delle fibre muscolari (cellule a canestro) che circondano gli alveoli.
Il riflesso di emissione è stimolato dall’ossitocina. Una quantità variabile di latte si raccoglie nella mammella tra una poppata e l’altra. In particolare, il primo latte della poppata, accumulato nei seni lattiferi situati sotto le areole, incoraggia il neonato a poppare, cosa che scatenerà i riflessi di emissione.
Tutte le madri hanno riflessi di emissione a intervalli di pochi minuti, anche se, generalmente, solo il primo è percepibile perché più intenso.

I possibili segnali del riflesso di emissione sono:

  • Sensazione di tensione mammaria, prurito, formicolio al seno.

  • Fuoriuscita di latte dal seno succhiato e, spesso, dal seno opposto.

  • Contrazioni uterine (nel periodo immediatamente post-partum).

  • Sensazione di rilassamento e di sete da parte della madre.

  • Cambiamenti nel ritmo della suzione del neonato: da rapido, diventa lento e regolare, con deglutizioni ogni 1 o 2 movimenti di suzione.

  • Comparsa di latte agli angoli delle labbra del neonato.

Per alcune madri questo riflesso è molto forte e il latte può schizzare fuori con violenza anche a distanza di alcuni metri. Il problema per queste madri è: troppo e troppo veloce.
Una tale quantità di latte, che arriva con tanta forza, potrebbe superare le capacità di deglutizione del neonato comportando una significativa ingestione di aria che insieme alla composizione acquosa e zuccherina del primo latte (espulso con maggior forza) causano le famigerate coliche.
Per alcune madri questo si accompagna ad una secrezione di latte molto abbondante, quindi potrebbe succedere che il bambino cresca in maniera soddisfacente, ma sviluppi delle strategie difensive rispetto al forte flusso di latte che arriva con tanta violenza, magari disabituandosi a succhiare in maniera attiva visto che si abitua ad ingoiare soltanto il primo latte che arriva da solo durante la “calata”.
Questo a lungo andare può causare dei problemi nel momento in cui si tratta di estrarre attivamente il secondo latte dal seno dopo il flusso iniziale (cosa che tende a verificarsi dopo i primi mesi e che spesso fa pensare alle mamme di aver finito il latte).

Le conseguenze e i metodi per ovviare a questa situazione, quindi, variano a seconda delle circostanze e dell’età del neonato.

 

Durante le prime settimane

Alcune volte la madre capisce qual è la natura del problema, poiché vede il suo latte schizzare fuori con una tale forza che il suo bambino rimane quasi “soffocato” durante la poppata. Generalmente, però, succede che ella non capisca il comportamento del suo bambino e resti disorientata. Per questo motivo, la descrizione che potrebbe dare del problema potrà assumere le forme seguenti:

  • il mio bambino ha le coliche

  • il mio bambino vomita spesso

  • al mio bambino non piace ciucciare

  • il mio bambino è troppo ingordo, ha una suzione troppo forte

  • non ho abbastanza latte

  • ho troppo latte

  • il mio bambino è allergico al mio latte

I sintomi

Possono variare molto, e molti di questi possono avere altre cause. Bisognerà quindi riflettere bene prima di attribuire questi sintomi a un riflesso di emissione troppo forte.

  • Molto spesso il neonato ha una curva di crescita soddisfacente; il suo aumento di peso può anche essere di una rapidità impressionante. Inzuppa i pannolini; ha frequenti evacuazioni solide che però bisogna controllare nell’aspetto: possono infatti essere verdi e schiumose, che significa che all’inizio della poppata egli ingerisce molta aria e/o molto del primo latte, ricco di lattosio, e ciò accelera il passaggio delle feci nell’intestino e aumenta la fermentazione. Il neonato è tonico e sveglio. Può avere una suzione vigorosa. Alcuni neonati possono fare poppate molto corte (qualche minuto per volta) e/o poppano solo per mangiare, non per appisolarsi o per consolarsi.

  • Il principio della poppata avviene generalmente bene per poi peggiorare non appena sopraggiunge il riflesso di emissione: davanti al flusso di latte il neonato tossisce, s’ingozza, sputa, deglutisce rumorosamente… Alcuni neonati riescono a tenere sotto controllo il problema lasciando colare il latte, mentre altri si staccano dal seno urlando, oppure ve ne sono alcuni che si rifiutano del tutto di prendere il seno.

  • Il neonato è spesso agitato durante la poppata, e può dare l’impressione di essere continuamente affamato e succhiarsi frequentemente le dita, il che potrebbe far credere alla madre di non avere abbastanza latte.

  • Il neonato rigurgita spesso. Soffre di coliche e piange per ore. Ha molta aria nella pancia perché ingurgita molta aria durante la poppata. Dorme male, si sveglia spesso, soprattutto durante il pomeriggio e la sera.

Riconoscere il problema

Non si incontrano obbligatoriamente tutti i sintomi sopra descritti; alcuni neonati tollerano la situazione meglio di altri. Dall’altro lato, non bisogna dimenticare che i neonati che non ricevono abbastanza latte possono presentare un certo numero di sintomi simili, quali l’irrequietezza al seno, il pianto frequente e il desiderio di poppare frequentemente.

 

Alcuni suggerimenti

Le tecniche suggerite potranno essere diversamente efficaci a seconda delle madri.
Bisognerà quindi perseverare e provarne parecchie, trovando quelle che si adattano meglio al proprio caso.

  • Staccare il neonato dal seno al momento in cui si manifesta il riflesso di emissione e lasciar colare il latte (preparare un asciugamano per tamponare o un recipiente per raccoglierlo). Riattaccare il neonato al seno quando il latte ha cessato di uscire con forza. Alcuni neonati attendono pazientemente (oppure si staccano essi stessi dal seno per riprendere un istante dopo), ma altri si sentono molto frustrati.

    A volte si manifesta dopo poco un nuovo riflesso di emissione e bisogna staccare di nuovo il neonato dal seno.

  • Spremere un po’ di latte poco prima di attaccare il neonato al seno in modo da stimolare il primo riflesso di emissione che è generalmente il più violento. Ciò sarà particolarmente utile se il bambino dovesse irritarsi molto quando lo si stacca dal seno.

    In genere sarà sufficiente spremere il latte da un solo seno e lasciar colare il latte dall’altro seno mentre il bambino poppa.

  • Alcune madri trovano molto efficace attaccare il neonato al seno a orari regolari (ogni 2 ore). Intervalli brevi fra le poppate ridurranno la quantità di latte presente nei canali lattiferi, il che potrà far diminuire la pressione intramammaria e quindi la forza del riflesso di emissione. Per alcune madri, più frequentemente il neonato si attaccherà al seno, meno abbondante sarà il flusso del latte emesso.

  • Altre madri, al contrario, trovano molto più efficace distanziare le poppate (ogni 3 ore e mezza) oppure offrire un solo seno a ciascuna poppata. Benché ciò sia l’opposto di quanto spesso si consiglia alle madri, in questo caso potrà servire a diminuire la stimolazione mammaria, soprattutto se la madre ha una produzione di latte molto abbondante. La maggior parte delle madri penserà di non avere abbastanza latte, se i loro piccoli sono irrequieti durante la poppata e tra una poppata e l’altra, poiché questo è il principale timore di tutte le madri. Persino in presenza di un’accelerazione dell’aumento di peso dei loro bambini, esse potrebbero non rendersi conto di avere, al contrario, una produzione eccessiva di latte.

    Prima di distanziare le poppate, è tuttavia molto importante verificare la crescita ponderale, e pensare questa soluzione solo quando i bambini hanno una buona crescita, conoscere bene la legge della domanda e dell’offerta e sorvegliare la quantità di pannolini bagnati.

    Quando il bambino sarà nervoso e vorrà attaccarsi spesso al seno, potrà essere utile offrirgli lo stesso seno numerose volte di seguito anche per alcune ore. Se l’altro seno incomincia a ingorgarsi la mamma potrà spremerne un po’ per alleviare il fastidio, ma unicamente a questo scopo: il fine non è quello di svuotare il seno.

  • Far fare spesso il ruttino al bambino. Staccarlo spesso dal seno, soprattutto se è irrequieto mentre poppa o sembra in difficoltà ad inghiottire tutto il latte che arriva, e farlo ruttare per eliminare l’aria inghiottita. Massaggiargli il pancino e dargli piccole pacche sulla schiena.

  • Allattare il neonato appena si sveglia o quando è sul punto di svegliarsi o di addormentarsi.

    Sarà più calmo e disteso. Se non è troppo affamato, popperà con meno forza e il latte affluirà meno velocemente.

    Spesso le poppate notturne vanno meglio: il neonato succhia con più calma, ingerisce meno aria e si riaddormenta

    con più facilità. Durante la giornata conviene allattare in un ambiente tranquillo, lontano dal baccano dei giochi

    degli altri bambini (nei limiti del possibile!).

  • Variare le posizioni. Potrà andare meglio se il neonato viene attaccato al seno in una posizione che faciliti l’eliminazione del latte in eccesso. Se la madre è seduta, potrà sistemare il bambino in una posizione più verticale, inclinando il busto all’indietro o sistemandolo a cavalcioni sulle proprie ginocchia (procurandosi alcuni cuscini).

    Potrà allattare sdraiandosi sul fianco, oppure potrà sdraiarsi sulla schiena e sistemarsi il neonato prono su di lei, sull’addome o per traverso sul proprio petto (sostenendogli la fronte con una mano).

  • Sarebbe preferibile che la madre non spremesse regolarmente il latte dal seno perché questa stimolazione potrebbe aggravare la situazione. Se lo fa già, potrebbe smettere gradualmente. Allo stesso modo, l’uso regolare di dischetti per i capezzoli con lo scopo di raccogliere il latte può far persistere il problema a causa della stimolazione che provocano sul seno. Eliminare le coppette (utilizzare delle compresse per l’allattamento, dei fazzoletti, pezzetti di pannolini, guanti da bagno… per assorbire il latte) potrebbe gradualmente migliorare la situazione.

In generale anche in questo caso è importante essere pazienti e “creativi” l’importante è sapere che non è necessario interrompere l’allattamento e saper riconoscere la situazione per adottare gli accorgimenti più efficaci rispetto alla propria situazione.

0-18 mesi » Breastfeeding

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